Campidoglio
Home > I rapporti bilaterali > Cooperazione scientifica > Settori di rilievo per l'Italia

SETTORI DI RILIEVO PER L'ITALIA

In base all’attivita’ di cooperazione scientifica e tecnologica fin qui svolta, si ritiene che la strategia dell’approccio integrato, adottata dell’Ufficio Scientifico di questa Ambasciata, vada utilizzata anche in futuro, perseverando nei campi considerati di eccellenza da entrambi i Paesi ovvero: scienze agrarie, biotecnologie e post-genomica, scienza della terra, ambiente ed oceanografia.

Allo stesso tempo, e’ importante monitorare l’evoluzione di aree tematiche quali tecnologia delle comunicazioni e dell’informazioni, nanotecnologie, materiali intelligenti e nuovi processi per le quali il Governo Australiano ha stanziato ingenti risorse e, dato che la tecnologia italiana rappresenta un riferimento internazionalmente riconosciuto, per il nostro Paese potrebbero esserci interessanti opportunita’.

Tra le più significative pubblicazioni al mondo, The Institute for Scientific and Resource ISI ha individuato, negli ultimi dieci anni, 44 pubblicazioni australiane in nove aree tematiche. Il più alto numero di pubblicazioni scientifiche di significativa rilevanza si è riscontrato nell’area delle scienza della terra con 11 pubblicazioni, seguono poi il settore della zoologia e della zootecnia con 7, quello delle scienze ambientali ed ecologia con 6, quello delle scienze spaziali con 6, dell’ingegneria con 4, della matematica con 4, delle scienze agrarie 3, della chimica 2 e della farmacologia 1.

La Tabella 1 evidenzia, in modo particolare, l’elevato numero di pubblicazioni australiane per abitante, secondo solo al Canada, e da questo consegue sia l’alto livello scientifico presente in Australia, che il livello di efficienza del Sistema Ricerca Nazionale confrontato con la spesa in R&S di ciascun paese. La Tabella 2 successiva mostra un confronto Italia Australia sul numero di pubblicazioni nel periodo 2000-2004 relativamente a ciascuna area tematica, mostrando le aree considerate di eccellenza nazionale. In particolare, si puo’ osservare per entrambi i Paesi un incremento rispetto al periodo precedente 1999-2003, infatti per l’italia si passa da 158.550 ai 163.360 con un incremento del 2.9% mentre per l’Australia si passa da 106.945 ai 108.750 con un incremento di circa 1.7%.
 
L’Australia, pur avendo una forte capacita’ di generare “conoscenza”, presenta tuttavia una debolezza nel sistema di commercializzazione che non le consente al momento di sfruttare pienamente il proprio potenziale. Nelle Tabelle 3 e 4 sono evidenziati i dati piu’ recenti sul numero dei brevetti depositati a livello internazionale che danno un’idea dell’attivita’ di ricerca applicata sviluppata in Australia.

Le universita’ australiane sono piu’ esposte al libero mercato, il numero degli studenti (circa il 24% provengono dal Sud Est Asiatico), delle pubblicazioni scientifiche e dei brevetti sono elementi vitali per la loro immagine e sopravvivenza. La caratteristica australiana e’ che tali brevetti non sempre vengono sfruttati dall’industria nazionale e pertanto costituiscono sicuramente un patrimonio del know-how del paese, ma a portata del miglior offerente.

Tabella con il confronto tra le pubblicazioni scientifiche italiane e australiane

Tabella dei brevetti americaniIn tale contesto in Australia il ricorso al venture capital sta attraversando una fase di notevole espansione confermata anche dalla relazione annuale dell’associazione dei venture capitalists australiani (AVCAL). La maggior parte del totale dei fondi investiti, 831 milioni di A$ (circa 475 milioni di euro), è stata impiegata in nuove società nel settore dell’Information Technology (internet e computer software). Nel 2000, ben 12 nuovi fondi sono stati creati per finanziare le fasi iniziali della creazione di nuove imprese. Dei 76 investimenti studiati in una ricerca dell’AVCAL nel corso del 2000, 40 hanno finanziato le fasi di sviluppo/espansione, mentre 22 hanno finanziato le fasi iniziali delle nuove società. Tra i nuovi fondi, la società di venture capital Rotschild ha lanciato un secondo fondo dedicato a nuove imprese nei settori delle bioscienze. Il nuovo fondo, che ha raccolto circa 40 milioni di A$ (circa 25 milioni di euro), investirà un massimo di 6 milioni di AU$ per progetto (circa 3.5 milioni di euro).

Per maggiori dettagli consultare il sito web dell’Ufficio Scientifico.